U.T.A.

Associazione Benefica ONLUS

Uniti per Tanguiéta e Afagnan

Africa: emergenza bambini denutriti

Nell’Ospedale di Tanguiéta (Benin) a seguito della crisi economica i bambini ricoverati in un anno sono raddoppiati, passando da 3.000 a 6.000. Il 20% di essi arriva in stato di estrema gravità per cui occorre metterli in terapia intensiva per poterli salvare dalla morte per denutrizione. La Pediatria dell’Ospedale sta letteralmente scoppiando…

Puoi darci una mano a strappare dalla morte qualche bambino?

Il Nord del Benin ha un clima che risente l’influsso del Sahara. Tanguiéta ha una sola stagione di pioggia tra Pentecoste e Natale e quindi la popolazione porta a casa a stento un solo raccolto. Se poi le piogge subiscono delle interruzioni, non tutti i tipi di raccolto arrivano a maturazione e allora comincia anche la carestia più o meno grave.

Durante la stagione secca, che dura otto lunghi mesi, il caldo diventa torrido, gran parte dei pozzi si secca, tutti si ritrovano nella condizione di lottare per la sopravvivenza, ma quelli che soffrono di più sono i bambini, per diverse ragioni. Anche se il cibo non manca del tutto, l’alimentazione basilare fatta di riso o mais o miglio con sopra un po’ di sauce è insufficiente a far crescere sano un bambino.


Grande corridoio adiacente alla Pediatria durante il giorno.

                                                                        Suor Cristina e tante mamme con i loro bambini sistemati sulle stuoie

 

 

 

Pediatria

Nel 1978/79 ci fu nella zona dell’Atakora una terribile epidemia di morbillo che fece morire 5.000 bambini e ragazzi nel giro di alcuni mesi. I missionari si adoperarono a portare i malati in ospedale giorno e notte, saltando perfino la S. Messa di Mezzanotte di Natale. Soltanto tra i ricoverati in ospedale ci fu un 25% di scampati alla morte. Un padre che aveva 12 figli li perse tutti in pochi giorni. Da allora la gente, a 10 anni dalla fondazione (1970) cominciò a capire che solo all’Ospedale si salvava no i malati dalla morte e quindi non bisognava nutrirne diffidenza. E Fra Fiorenzo Dr. Priuli capì che l’ospedale aveva bisogno di una grande Pediatria.

 

Trovò presto i benefattori nelle persone di Carloluigi Giorgetti e sua moglie Augusta di Meda (Milano), che finanziarono la costruzione della Pediatria per onorare la memoria del loro figlio Paolo, rapito a 18 anni per estorsione e ritrovato morto bruciato.

 

 

 

La Pediatria ha la capacità di 80 letti, ma in Africa i letti non contano, basta una stuoia per terra. In realtà, nella Pediatria e nel corridoio antistante ci sono sempre più di 120/150 mamme con i loro piccoli (uno-due-tre ), sia malati che sani. I bambini gravi vengono sottoposti a terapia intensiva con fleboclisi e nutrizione forzata con sondino naso-gastrico, trasfusioni di sangue, ecc. e in gran parte si salvano. I costi delle cure in questi 15-20 giorni sono abbastanza alti, almeno € 250/300,00 (€ 15,00 al giorno). Superata la fase acuta, i bambini, se non hanno altre malattie, vengono trasferiti nel Centro nutrizionale per una lunga convalescenza e ricostituzione fisica.

 

La Pediatria ha nominalmente 80 posti letto, ma le mamme africane si sistemano senza problemi sulle stuoie con i loro bambini, per cui ci sono sempre più di 120/150 mamme con i loro bambini (1-2-3). Di notte nel corridoio adiacente la Pediatria il personale assistente fa fatica a passare attraverso le stuoie.

 

 

 

Centro nutrizionale

Ben presto la Pediatria divenne piccola rispetto all’afflusso di mamme che vi portavano i loro piccoli malati. Allora nacque l’idea di togliere dalla Pediatria i bambini denutriti, che non avevano altre malattie, e metterli in un luogo a parte dove nutrirli bene e abbastanza a lungo per la loro ricostituzione fisica. Nacque così il Centro nutrizionale in supporto alla Pediatria. Esso si trova in faccia all’ingresso dell’Ospedale dall’altra parte della strada e all’inizio era capace di accogliere una trentina di mamme con i loro bambini. Un medico della Pediatria visita quotidianamente i piccoli convalescenti e un’infermiera è costantemente in mezzo a loro, attenta al cibo, agli indumenti e alla distribuzione delle medicine.

Il punto di riferimento è sempre la mamma, perciò il Centro nutrizionale si trova nella necessità di provvedere non solo al bambino denutrito, ma anche alla mamma e agli altri bambini che porta con sè.

 

Grandi benefattori del Centro nutrizionale

 

FRA PIERGIORGIO ROMANELLI

Chi entra nel Centro Nutrizionale vede subito davanti a se l’immagine di Fra Piergiorgio Dr. Romanelli fissata nel muro del primo edificio e trova anche una scritta che indica che il Centro è a lui è intitolato. La ragione di ciò sta nel fatto che Fra Piergiorgio, medico chirurgo, anche se per la sua professione doveva attendere a tutti i malati dell’Ospedale, aveva una particolare predilezione per i bambini della Pediatria e del Centro nutrizionale. Tra lui e i bambini si era creato un feeling speciale, per cui quando lo vedevano si illuminavano tutti e prorompevano in grida di gioia.

Fra Piergiorgio, per gli amici Pigio, andò a Tanguiéta in modo stabile come medico all’inizio del 1992; nel mese di Agosto 1995 fu anche fatto Priore dell’Ospedale, ma vi durò poco perché il 21 Dicembre la sua giovane vita fu stroncata a soli 43 anni da un incidente stradale. E’ sepolto a Tanguiéta dietro il capitello della Madonna davanti al quale la Comunità ospedaliera si raduna verso sera per la recita del santo Rosario. Alla testimonianza missionaria di Fra Piergiorgio Romanelli l’Associazione UTAONLUS deve la sua prima ispirazione, che poi maturò nella sua costituzione formale (1996). Egli ci stimolò a raccogliere fondi per le operazioni ortopediche e le riabilitazioni dei ragazzi rimasti paralizzati alle gambe in seguito alla poliomielite.

 

 

 

Soci dell’UTAONLUS con mamme e bambini davanti al Centro nutrizionale

 

 

Rosanna Merlo

Rosanna Merlo (deceduta il 13 Aprile 2010 a Tanguiéta dopo 29 anni di servizio come volontaria) nel Convegno missionario di Monguzzo (Como) del 1998 attirò la nostra attenzione verso i bambini denutriti del Centro nutrizionale.

Allora la nostra associazione UTAONLUS lanciò la proposta di fare le adozioni a distanza anonime e collettive per questi bambini, a £ 120.000 ora € 62,00 all’anno.

Questa proposta ha incontrato il favore di tante persone aderenti all’UTAONLUS con grande beneficio per i bambini del centro nutrizionale.

 

 

 

 


DOTT.SSA MARIA CAROLINA BINDA

Una donna forte e coraggiosa, un medico preparato ed altamente professionale, un esempio di dignità personale e professionale. Questa era la Dott.ssa Maria Carolina Binda, morta prematuramente a causa di un tumore a soli 47 anni nel mese di Dicembre 2005. Nativa di Bosisio Parini, era medico chirurgo presso l’Ospedale Fatebenefratelli di Erba da una ventina di anni e nella sua professione ha sempre dimostrato un coraggio e una dedizione encomiabili. Nel suo spirito altruista e generoso essa aveva anche scelto di operare per tre mesi presso l’Ospedale dei Fatebenefratelli di Tanguiéta nel Benin.

I familiari e i colleghi di lavoro, profondamente commossi per la sua morte prematura, hanno deciso di onorarne la memoria, facendo un’opera di bene presso l’Ospedale di Tanguiéta. Il primario chirurgo Dr.Stefano Savio, il direttore sanitario Dott.ssa Elisabetta Brunello, il dirigente medico Daniela Gola, le sorelle Antonietta e Gioconda Binda, insieme con altri estimatori di Carolina, hanno fondato l’Associazione onlus "AMICI DELLA DOTT.SSA MARIA CAROLINA BINDA" ed hanno cominciato subito a raccogliere fondi per il Centro nutrizionale di Tanguiéta.

Fra Fiorenzo Dr. Priuli, Direttore dell’Ospedale, ha deciso allora di provvedere ad una ristrutturazione radicale di questa struttura, che io stesso ho potuto vedere nella visita in Africa del 2007 con un gruppo dell’UTAONLUS di Romano d’Ezzelino. A ricordo di ciò ha posto in bella vista una targa nella sala di accettazione dei bambini.

Da questo gruppo è uscita anche la grande benefattrice Luigia Farina, titolare dell’Hotel Parini, che ha finanziato nel 2009 la ristrutturazione della Pediatria dell’Ospedale di Afagnan nel Togo, per onorare la memoria di sua nipote Martina Dottori, morta a 26 anni, travolta da un’auto mentre andava in bicicletta.

 

 

 

SIGNORA COLETTE

Verso la fine del 2008 il Signor Roberto Savio di Roma, titolare di una grossa Agenzia di stampa, è stato colpito da un grave lutto: la morte prematura a causa di un tumore dell’adorata moglie Colette. Dopo un periodo di crisi che ha rasentato la disperazione ed alcuni mesi di meditazione nel Tibet, decise di onorarne la memoria con la costruzione di un padiglione pediatrico a Tanguiéta. Colette aveva un rapporto straordinario con i bambini per il suo amore e la sua pazienza.

"Il padiglione pediatrico farà sopravvivere il tuo nome al tempo. Così aiuterai alla vita centinaia di bambini condannati dall’essere nati nel posto sbagliato. Saranno i figli che non abbiamo avuto".

All’Ospedale di Tanguiéta intanto sono successi due fatti nuovi. Con la crisi economica i bambini ricoverati sono passati da 3.000 a 6.000. Meno male che l’UNICEF ha messo a punto un alimento curativo straordinario per i bambini denutriti. Così per alleggerire la Pediatria è stato raddoppiato il Centro nutrizionale. Con il contributo del Dott. Roberto Savio è stato costruito un piccolo padiglione in fondo a destra e una sala di riunioni in fondo al centro. A perenne ricordo è stata fissata ad una parete in bella vista l’immagine di Colette.

Dopo la costruzione Roberto ha provveduto ad una eccezionale fornitura di alimenti speciali per bambini denutriti. Inoltre ha promesso un aiuto annuale.

                                                                                                                                                                               

                                                                                                                                                                            Luca Beato,O.H.

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