logotype

GRAZIE, ROSANNA MERLO

Aprile 2010 - Ospedale di Tanguiéta: GRAZIE, ROSANNA MERLO

Il 13 Aprile 2010 è morta, ad 80 anni di età, “Madre” Rosanna, dopo tanti anni dedicati ai “suoi” bambini. Così ha coronato il suo sogno: è rimasta ancora vicina ad essi.

Ho conosciuto Rosanna Merlo solo nel 1998. Eravamo riuniti al castello di Monguzzo (Como) per un convegno sulle missioni africane. E’ stato il momento storico del passaggio delle consegne dai Frati missionari italiani ai religiosi africani per la gestione delle Opere ospedaliere della Delegazione generale del Togo e del Benin. Io ero là come rappresentante dell’Associazione benefica "Uniti per Tanguiéta ed Afagnan" = UTA di Romano d’Ezzelino (Vicenza). Mi avvicinò per parlarmi privatamente del suo problema: i bambini denutriti del centro nutrizionale di Tanguiéta (Benin). "Basterebbero £10.000 al mese per mantenere un bambino…io ci metto la mia pensione, ma non basta, non ce la faccio più...mi dia una mano lei". Quelle parole mi sono penetrate nel cuore. Ne ho parlato al Consiglio dell’UTA che aveva soltanto due anni di vita e riusciva appena a fare qualcosa per i poliomielitici paralizzati alle gambe per rimetterli in piedi e farli sorridere alla vita.

 

ROSANNA MERLO

Così nacque l’idea di fare le adozioni a distanza. "Non nominative" - ci raccomandò Fra Fiorenzo - "perché creano un ricco in un mare di poveri". Allora lanciammo l’idea di fare delle adozioni a distanza anonime e collettive a £ 120.000 all’anno anche a rate (ora € 62,00). I soldi raccolti vanno al Centro nutrizionale che offre cure e alimenti a tutti i bambini che vengono portati lì dalle mamme in difficoltà. Questa iniziativa ha incontrato subito il favore di tante persone buone e generose e dimostra ancora oggi la sua piena validità.

Da quella data la figura di Rosanna Merlo ci è diventata familiare. Incontrandola nei nostri viaggi in Africa ci faceva sentire a casa nostra. Nata a Torino nel 1930, vissuta a Milano, impiegata alla SIP, pensionata nel 1981. Da allora solo l’Africa fino alla morte a 80 anni di età il 13 Aprile 2010. Ha voluto morire in Africa per restare vicina ai suoi bambini anche dopo morta. Così ha coronato il suo sogno.

Mi è piaciuto il modo in cui Fra Boniface Sambieni ne ha dato l’annuncio. L’ha chiamata Madre Rosanna. Sì, perché Rosanna era una suora anche se non viveva in Convento. Essa conduceva una vita da religiosa ed era come una mamma non solo per i bambini del centro nutrizionale, ma anche per i frati Fatebenefratelli.

I nostri Superiori Maggiori, visto che lei passava l’Estate a Cernusco s.N. e a Milano S. Giuseppe, avevano avuto modo di apprezzare da tempo la condivisione di vita con i Religiosi nella partecipazione alla Liturgia quotidiana e nella testimonianza della carità vissuta nell’assistenza e cura dei malati (quello che noi chiamiamo carisma dell’ospitalità secondo lo stile di san Giovanni di Dio), e così nel 1990 l’hanno aggregata all’Ordine religioso Ospedaliero.

Il legame con l’Associazione UTA, nato con le adozioni a distanza, perdura dopo la morte. L’UTA dal 1998 ha sostenuto costantemente l’opera di Rosanna a favore dei bambini denutriti e continuerà ad occuparsi del Centro nutrizionale di Tanguiéta anche dopo la morte di lei. Rosanna dal canto suo aveva capito l’importanza dell’Associazione UTAONLUS, che col tempo è cresciuta ed ora, nel 14° anno di vita, è divenuta fondamentale per il sostegno delle Opere africane. Per questa ragione ha lasciato in testamento i soldi della vendita del suo appartamento di Milano all’UTA per i "suoi" bambini africani ed ha nominato il sottoscritto come esecutore testamentario. Grazie, Rosanna, da me, dall’UTA, dai F.B.F e dai malati.

Luca Beato, O.H.